• 19/08/2022 5:46 AM

testata giornalistica – reg. Trib. terr. n. 2/2010

Serata Bowie al Medimex con il batterista Woody Woodmansey, ultimo degli Spiders

Luana Salvatore

DiLuana Salvatore

Lug 15, 2022
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Foto: Luana Salvatore

Woody Woodmansey, insieme al suo racconto su David Bowie, è stato l’ospite musicale d’onore del Medimex a Bari. All’interno della suggestiva cornice del Teatro Kursaal Santalucia, mercoledì scorso, si è tenuto l’evento: I miei giorni con Ziggy”, moderato da Ernesto Assante e Gino Castaldo. Un viaggio nel tempo, alla presenza di centinaia di appassionati, nel periodo della trasformazione di Bowie in Ziggy Stardust quando Woodmansey era batterista degli storici Spiders from Mars, dal 1969 al 1973, insieme al chitarrista Mick Ronson ed al bassista Trevor Bolder.

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Foto: www.woodywodmansey.com

Mick Woodmansey, è l’ultimo membro sopravvissuto del gruppo. Nato a Driffield (Yorkshire) nel 1951, vive attualmente nei pressi di Londra e sino al periodo pre-pandemia ha suonato con la sua band “Holy Holy”, nata dalla “benedizione” di Bowie, insieme a Tony Visconti con l’intento di portare in tour “The Man Who Sold The World” (il brano da cui il gruppo trae il nome, che non era stato mai suonato dal vivo durante il periodo con Bowie, NdR). Per scelte legate alla vaccinazione covid-19, la band ha deciso di sostituire Woodmansey con un nuovo batterista, per il prossimo tour.

Durante la serata di mercoledì scorso, Assante e Castaldo hanno selezionato alcuni dei brani più rilevanti del periodo di Ziggy, commentando insieme a Woodmansey tutti i momenti salienti della sua carriera, dalle scelte degli abiti, al make up, ai particolari dei brani. Fu una telefonata di Bowie a cambiare la vita di Woodmansey per sempre, incoraggiando il futuro batterista a rifiutare un lavoro ben pagato in fabbrica per unirsi alla band di Ziggy, con il rimpianto di non aver mai suonato in Italia: “Sai, è la prima volta che vengo in Italia, non abbiamo mai suonato dal vivo quì. Ci siamo esibiti in tutto il mondo, ma non siamo mai venuti in Italia, un vero peccato” commenta Woody dopo l’evento fuori dal teatro Kursaal Santalucia, lasciandosi andare a qualche ulteriore considerazione su Bowie e la sua band: “David aveva un’anima rock, sapeva esattamente cosa voleva fare. Durante le registrazioni degli album ci metteva poco per capire come farci eseguire un brano, a volte ci metteva anche meno di venti minuti per scrivere i testi! Quando ha incontrato Iggy Pop, Lou Reed, Andy Wahrol, ha capito che voleva essere libero come loro. Non voleva rassomigliare a nessun altro… voleva essere Bowie e basta. Noi abbiamo lavorato molto duramente, sia nel Regno Unito che in America. Non è facile essere in una band, devi imparare a saperti divertire”. 

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Foto: www.woodywodmansey.com

Woodmansey ha suonato la batteria in quattro album di studio: “The Man Who Sold The World” (1970), “Hunky Dory” (1971), “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and The Spiders From Mars” (1972) e “Aladdin Sane” (1973) oltre a tre album dal vivo: “Live at Santa Monica ’72” (registrato nel 1972, ma pubblicato nel 2008) e “Ziggy Stardust: The Motion Picture” (registrato nel 1973, ma pubblicato nel 1983).

A fine serata Woody Woodmansey ha regalato al pubblico, a sorpresa, una esibizione dal vivo alla batteria tra gli applausi e la commozione dei presenti. Tanti i fan di David Bowie accorsi al Medimex da tutta Italia, hanno cantato e ballato durante la proiezione dei video sullo schermo ricordando, con un po’ di malinconia, quello che è stato uno dei periodi più belli e determinanti della carriera artistica di Bowie, di cui gli Spiders erano parte fondamentale.

Woodmansey è anche autore del libro: “Spiders from Mars. My Life with Bowie”, pubblicato nel 2017 e disponibile on line e su Amazon, in cui racconta le sessioni dell’album “The Man Who Sold the World”, “Hunky Dory”, “The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars” e “Aladdin Sane”: i quattro album che hanno reso Bowie una figura di culto, ricordando particolari del periodo dai tour senza sosta, ai personaggi eccentrici e gli eccessi della vita da rockstar che alla fine portato la band a sciogliersi.

Luana Salvatore

Luana Salvatore

Luana Salvatore

giornalista pubblicista, è editore e direttore responsabile di RioCarnival Music Magazine dal 2010, nonchè co-fondatrice della omonima fanzine italiana dedicata ai Duran Duran (1987). Ha fatto parte dell'Academy MEDIMEX (la giuria per i premi delle produzioni musicali italiane, equivalente dei Brit Awards) e collaborato con alcune testate giornalistiche musicali, tra cui Rolling Stone Italia. Si interessa e scrive di Musica, Cinema, Cultura e Lifestyle. Contatti: editor@riocarnivalmagazine.it