BACKSTAGE – I Mestieri del Cinema e dell’Audiovisivo. FEDERICO ANNICCHIARICO RACCONTA IL MONDO DELLA FOTOGRAFIA AGLI ALLIEVI DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI ROMA

abarfedannicchiarico

Foto: ufficio stampa

Continuano gli incontri organizzati dall’Accademia di Belle Arti di Roma, dai docenti Fernanda Moneta, Docente Ordinario di Regia e Coordinatrice del Corso di Teorie e Tecniche dell’Audiovisivo, che lei stessa ha fortemente voluto nonchè incoraggiato allo studio del Cinema in Accademia; Andrea Adriatico (Audiovisivi Lineari) e Daniele Ferrise (Fotografia): “BACKSTAGE – I Mestieri del Cinema e dell’Audiovisivo”. Gli incontri, riservati agli allievi, consentano agli interessati di poter dialogare con personalità ed esperti del settore delle Arti Visive. Protagonista del secondo appuntamento della Master Class, il fotografo e direttore di fotografia Federico Annicchiarico.

Annicchiarico, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e poi al Centro Sperimentale di Cinematografia sotto la guida di Giuseppe Rotunno. Ha collaborato con diversi registi come Francesco Amato “Ma che ci faccio qui!” e “Cosimo e Nicole”, Cosimo Terlizzi “L’uomo doppio” e “Dei”, con Fabio Mollo per la serie tv “Come quando fuori piove”. Ha realizzato diverse opere prime: “A torbellamonaca non piove mai” di Marco Bocci, “Due Piccoli Italiani” di Paolo Sassanelli, “Il giorno più bello” di Vito Palmieri, “Black Parthenope” di Alessandro Giglio (film ancora in stand by). Ha inoltre firmato la fotografia per oltre numerosi video musicali. Dal 2013 al 2015 è docente al corso di fotografia del Centro Sperimentale di Fotografia di Roma. Dal 2015 è membro dell’AIC (https://www.fondazionecsc.it/personale/federico-annicchiarico/).

L’incontro di oggi con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Roma si è tenuto sulla piattaforma Microsoft Team. Annicchiarico ha risposto alle domande e alle curiosità degli studenti e condiviso le sue esperienze professionali, un contributo fondamentale per comprendere i mestieri del Cinema ed in particolare quello del direttore di fotografia, in questo caso. “Il Cinema in Italia funziona con il passaparola – commenta Annicchiarico – per lavorare devi entrare nel giro e cominciare dal basso. Ogni maestranza, compreso il direttore della fotografia, deve entrare nella psiche del regista ed essere al servizio della storia del film e del regista. Con Cosimo Terlizzi c’è stata molta intesa, mi ha insegnato molte cose anche in maniera inconscia. C’era una scena visionaria del film di Terlizzi, ci siamo trovati di fronte un campo di tigli in Puglia, una avevo fatto noleggiare un pallone aerostatico, per far salire il pallone ad elio e dare una visione dall’alto, siamo andati di giorno a fare il sopralluogo mentre la scena sarebbe dovuta essere girata di notte. Abbiamo scelto di girare la scena in maniera molto semplice con un piccolo led ed una steadycam, dimenticando il pallone ad elio che era costato alla produzione un sacco di soldi ma che non si è rivelato utile in quella circostanza, rispetto all’esigenza del regista”.

Annicchiarico ha sottolineato l’importanza della scelta delle location, di una Regione: “La fase dei sopralluoghi è la fase più importante che avviene nel processo di pre produzione. La prima cosa che guardavo agli inizi della carriera, essendo più insicuro, guardavo la location e i dettagli più tecnici. Adesso, che ho più esperienza, guardo insieme al regista se il posto dove dobbiamo girare è effettivamente adatto e se comunica qualcosa piuttosto che un altro posto. Vediamo due o tre location inizialmente, poi riguardiamo le foto al computer con il regista e cerchiamo di scegliere.  Se le location sono particolarmente difficili dal punto di vista illuminotecnico, lo faccio presente. Le esigenze sul set, durante le riprese, sono moltissime quindi è meglio decidere bene la location sin da subito”.

Fondamentale, per il percorso di Annicchiarico, è stata l’esperienza formativa al centro Sperimentale di Roma: “Tra le più grandi fortune che ho avuto al Centro Sperimentale ho avuto la fortuna di poter partecipare alla realizzazione di un lungometraggio: “Ma che ci faccio qui?”. Il film prevedeva delle scene in mare, nel Tirreno sul litorale Laziale, che era torbido e non c’era una visuale perfetta e quindi abbiamo deciso di girare una scena in una piscina. La scena prevedeva due ragazzi che si tuffavano in acqua e si baciavano. Abbiamo ingaggiato un operatore subacqueo che utilizzava pesi per andare sottacqua, e che così faceva le riprese. Il mare migliore lo si trova sicuramente in piscina oppure in Puglia, o in Calabria. Mi sono trovato a poter realizzare un lungometraggio con Amato, finito il centro sperimentale e rapportarmi con il mondo del lavoro che, in Italia, non è meritocratico. Ho dovuto ricominciare con la gavetta, Nel corso di 10 anni ho capito che tutte le cose che avevo fatto per farmi vedere non erano servite, quando ho cominciato ad essere me stesso ho cominciato a lavorare. Con centinaia di film e videoclip, mi proponevo che bisognava essere sempre se stessi, perchè se hai l’esigenza di comunicare veramente qualcosa, prima o poi, qualcuno ti noterà. Esattamente come il foto reporter, che per riuscire nel lavoro deve trovarsi al momento giusto, nel posto giusto. Per me è stato molto importante fare scenografia”.

Durante l’incontro, Annicchiarico, ha ricordato le sue origine pugliesi (Grottaglie, Taranto) e sottolineato l’importanza dell’Apulia Film Commission e ribadito quanto la Puglia sia una delle prime Regioni che si sono distinte per le location e tra le film commission italiane: “Negli ultimi anni la “regionalità” conta moltissimo – racconta  Annicchiarico – la Apulia Film Commission è tra quelle più importanti che funzionano benissimo insieme al Piemonte e al Trentino. Hanno spostato la centralità del Cinema da Roma ad altre regioni. Di per sé la Puglia ha tantissimi paesaggi, dal mare, alla collina, alle parti rocciose dove tutto costa molto meno rispetto ad altri posti, come girare in una grande città. Essendo la Puglia più concentrata consente di raggiungere mare e montagna in poco tempo. Ci sono varie figure che sono nate di recente, come i location manager che propongono ai registi in fase di lettura del copione le varie location. Anche io ho avuto l’opportunità di lavorare in Puglia grazie alla film commission. Quando io Cosimo Terlizzi, da Roma siamo partiti per la Puglia eravamo in pochi e una volta arrivati lì abbiamo lavorato con gli elettricisti, gli assistenti e le figure professionali del posto, che si sono venute a creare sul posto ne glia anni. Questo dà l’opportunità alla produzione di risparmiare sulle maestranze e di impegnare i fondi per altri aspetti. La Film Commission ha dato l’opportunità a chi è rimasto a casa di lavorare e di specializzarsi comunque. Il mio mestiere è il frutto di ciò che hanno fatto già gli altri, lo scenografo, il costumista, il mio compito è quello di rendere al meglio ciò che hanno fatto gli altri. La nostra “bibbia” è il copione, la sceneggiatura. Tutto deve essere rapportato alla sceneggiatura. Tutti, cerchiamo di dare il meglio ed accontentare il regista nelle sue volontà. Nel corso dei lavori ho imparato a studiare il percorso che fa il sole durante la giornata. Noi per girare una scena ci mettiamo almeno un giorno e mezzo, così uso delle applicazioni sul telefono specifiche nel mestiere per vedere come si muove il sole in modo da essere preparato e anticipare i tempi, così so dove è il sole in un determinato momento. Così possiamo portare la scena a compimento”.

Durante la live, Annicchiarico ha parlato di un interessantissimo film inedito girato a Napoli e di quanto sia importante il Cinema Italiano: “Il Cinema italiano è un Cinema di grandissima tradizione, una delle cinematografie che ci sono nel panorama internazionale. Abbiamo avuto dei grandi maestri, da Fellini a Visconti, a Rossellini a Monicelli, mi riterrei fortunato a fare questo genere di cinema. Il mercato impone determinate cose, qualche anno fa ho lavorato ad un film di produzione Italo/Catalana, un noir ambientato nella Napoli sotterranea e non ancora uscito, chiamato Black Parthenope, di un regista napoletano Alessandro Giglio (autore della sceneggiatura insieme a Ivan Specchio). Il film è ambientato in una Napoli Sotterranea e ancora non è uscito. Girato per 40 giorni a Napoli, sottoterra con tutte le difficoltà del caso. Nonostante sia molto affascinante, questo film ha difficoltà ad uscire anche sulle piattaforme. Napoli è una città fantastica per girare un film, hai le porte aperte ovunque nelle chiese, dentro i colatoi dove mettevano i monaci deceduti. Gli interpreti sono Jenna Thiam (Les Revenants), Marta Gastini, Nicola Nocella, Giorgio Pinto, Giovanni Esposito, Gianluca Di Gennaro, Maziar Firouzi. Abbiamo sfruttato la luce nei corridoi, nei cunicoli e fortunatamente abbiamo potuto utilizzare delle luci al led. Questo lavoro dà molte emozioni, i posti comunicano molto le sensazioni visive che cerco di riportare per immagini. Mi piacerebbe lavorare con Paolo Sorrentino, Garrone, i grandi registi. Ma più che il regista conta più la storia che ti propongono”.

Tra i lavori di Federico Annichiarico anche la direzione della fotografia di numerosi videoclip: “Il videoclip è il prodotto audiovisivo che permette di sperimentare il più possibile. Il video di Fedez “21 grammi”, dal regista Mauro Russo lo abbiamo girato nell’aula magna e nel teatro di posa e nell’esterno del Centro Sperimentale di Cinematografia. Abbiamo usato uno strumento che si chiama bodycam (una telecamera portatile, piccola e compatta, funziona a batteria ed è facilissima da utilizzare NdR), che integra sul corpo la macchina da presa e conferisce questo senso di estraniamento dalla realtà e depersonalizzazione, Girato in un giorno, in 10 ore, quindi Fedez ha dovuto portare il corpo macchina, la batteria e un’ottica abbastanza pesante. Da un punto di vista della luce, volevamo fare qualcosa tra il Pulp, luci colorate e volti controluce quasi a bruciare le figure. Uno dei video più semplici che ho fatto, poiché la videocamera era addosso a lui, a Fedez”

Il Cinema, durante la pandemia, ha imposto delle rigide misure di contenimento per la diffusione del virus, che portano un aumento delle spese di produzione e nuove figure professionali come quella del Covid manager sul set: “Durante questo periodo tutti gli operatori e le maestranze devono necessariamente dormire nello stesso albergo, per creare una “bolla” protettiva – conclude Annicchiarico – sul set ora c’è una nuova figura, il Covid manager, che ogni mattina prende la temperatura, consegna le mascherine nuove (Fp2). Una specie di vigile che controlla tutto. Noi facciamo i test molecolare tre volte a settimana. Gli attori, per esigenza di ripresa sono senza mascherine, fanno più tamponi nel corso della settimana. Le produzioni si sono assicurate questa figura, è nata una “industria” di questa cosa, che costa alla produzione e questi soldi sarebbero stati destinati alla creatività del film, ma siamo in pandemia ed è necessario adottare queste misure di contenimento per poter lavorare”.

Luana Salvatore

NB: Il primo articolo del BACKSTAGE – I Mestieri del Cinema e dell’Audiovisivo con Nicoletta Mantovani, è visionabile quì http://www.riocarnivalfanzine.com/wordpress/backstage-i-mestieri-del-cinema-e-dellaudiovisivo-nicoletta-mantovani-racconta-il-mondo-del-cinema-agli-allievi-dellaccademia-di-belle-arti-di-roma/

Luana Salvatore About Luana Salvatore

Giornalista pubblicista, è Editore e Direttore Responsabile di RioCarnival Music Magazine dal 2010, nonchè co-fondatrice della omonima fanzine italiana dedicata ai Duran Duran (1987). Ha fatto parte dell'Academy MEDIMEX (la giuria per i premi delle produzioni musicali italiane, equivalente dei Brit Awards) e collaborato con alcune testate giornalistiche musicali, tra cui Rolling Stone Italia.
Si interessa e scrive di Musica, Cinema, Cultura, Yoga e Lifestyle.
Contatti: editor@riocarnivalmagazine.it