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I “pendoli” spiegati dal Transurfing di Vadim Zeland

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Dic 9, 2020
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Foto: Pixabay

I pendoli, secondo il Transurfing di Vadim Zeland (libri pubblicati dalla casa editrice Macro Edizioni), sono delle ‘strutture energetiche’ di informazione generate dalle emissioni mentali di persone o gruppi che pensano in un’unica direzione.

Un pendolo è una eggregora, ossia una entità psichica autonoma generata dal pensiero comune di un gruppo di individui. Il pendolo è presente, per fare un esempio, nelle congregazioni e nelle sette, nei grandi gruppi che coinvolgono energeticamente l’individuo come le associazioni comprese quelle benefiche, nei gruppi religiosi, politici, nei mass media, nei social network, nel web, nei movimenti sociali, compresi quelli contro il sistema etc. etc.

Perché si chiama pendolo? Perché oscilla con frequenza tanto più forte quanto maggiore è il numero degli individui che gli forniscono energia.

Come si ferma un pendolo? Il pendolo si ferma quando si fermano le sue oscillazioni e non ci sono più sostenitori. In tal caso si estingue.

Il pendolo è distruttivo quando sottrae energia ai suoi sostenitori, mira ad attirare più seguaci possibili per incrementare la sua energia. Il pendolo contrappone il proprio gruppo di membri a differenti gruppi ritenuti diversi e non omologati. Chiunque provi a mettersi contro il pendolo o non si fa ammaliare e reclutare viene deriso o attaccato, perché non fornisce energia. Il pendolo seduce con maschere benevole, gioca con i sentimenti degli individui per attirare quante più persone possibili.

Una persona quando sotto l’influenza di un pendolo distruttivo perde la libertà ed è costretta a diventare un ingranaggio di un grande meccanismo. Le persone non si rendono conto di agire involontariamente negli interessi dei pendoli.

Un pendolo gioca con i sentimenti delle persone inducendo il senso di colpa, oppure minando l’autostima delle persone con il complesso di inferiorità, il senso della giustizia e dell’onore, la fame, l’odio, la paura e tutti quei sentimenti e bisogni ancestrali. Cattura il flusso dei pensieri dell’individuo toccando le corde dei sentimenti e dei bisogni.

Per allontanare ed estinguere un pendolo bisogna rinunciare alla lotta, accettarlo nel senso di prendere atto della sua esistenza e fare il vuoto, non offrire agganci.

Questo si può fare in tre modi:

  1. Ignorando il pendolo e lasciandolo andare. “Darsi in affitto”, porsi dal punto di vista dell’osservatore esterno e non partecipare attivamente al gioco;
  2. Prendendosi gioco del pendolo attraverso il senso dell’umorismo, riderci su;
  3. Comportandosi in maniera diversa da come il pendolo si aspetta, cambiando le regole del gioco. Bisogna emettere una frequenza diversa da quella di risonanza ed entrare quindi in dissonanza con il pendolo.

In due parole: evitare di agganciarsi emotivamente al pendolo e fornirgli così l’energia di cui necessita per rimanere in vita.

I vostri pensieri vi tornano indietro come un boomerang.

Il pendolo è distruttivo poiché richiede la vostra energia. L’unica struttura energetica, secondo il Transurfing, che non necessita dell’energia è l’onda della fortuna, una congiunzione favorevole di circostanze, in seguito alla convergenza di linee della vita favorevoli per una persona. Nello spazio delle varianti, secondo il Transurfing) c’è tutto, quindi esiste anche questa condizione di fortuna e di beneficio. Se non cedete ai pendoli, rimanete sull’onda della fortuna e sulle linee della vita fortunate che vi possono condurre al fine. Cedendo energia al pendolo ci si allontana dalle linee della vita favorevoli e dal proprio fine.

Se ci si aggancia ad un pendolo distruttivo e si lancia nell’universo un pensiero altrettanto distruttivo, per effetto di ritorno come accade con un boomerang, la negatività sparsa ci ritorna indietro con effetti maggiori e più nefasti rispetto al pensiero iniziale.

Bisogna evitare l’effetto boomerang:

  1. Evitare i pensieri negativi, le proiezioni negative, evitare di preoccuparsi, evitare le negazioni delle proprie qualità e delle proprie capacità, evitare polemiche, indignazione, lamentele;
  2. Pensare in maniera costruttiva, agire – perché l’energia mentale in eccesso va spesa in azione, creare (progetti, idee), essere propositivi (fare, progettare, mettere in pratica);

I nostri pensieri ritornano a noi indietro come un boomerang. Se non volete qualcosa nel vostro mondo evitate di pensarci e di emettere energia mentale alla frequenza corrispondente a ciò che non desiderate nella vostra vita.

Occupatevi di un problema, ma senza preoccuparvene.
Puoi trovare il contenuto originale nella trilogia di Vadim Zeland sul Reality Transurfing (Macro Edizioni), in vendita on line e presso le librerie e tutti i punti vendita autorizzati. La traduzione dei testi in lingua italiana è a cura di Vera Giovanna Bani.