Concerto dei Duran Duran a Treviso: l’articolo di RioCarnival era contro i fan? Naturalmente, no

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Foto: Davide Carrer. Per gentile concessione dell’ufficio stampa di Home Festival

Il nostro articolo sul concerto dei Duran Duran a Treviso ha generato qualche polemica su Facebook, come solitamente accade spesso da parte dei numerosi haters presenti nella rete.

In un post pubblico, infatti,  sono stati rivolti alla nostra testata ed alla sottoscritta – autrice dell’articolo – commenti poco carini, per non dire pesanti ed accuse totalmente gratuite. Non citiamo il post per via della privacy, anche se lo stesso era “pubblico” e messo in “bella mostra”, ma non ce la sentiamo di stare zitti di fronte a tanto livore ed ostilità. E’ stata nominata la nostra testata e sono stati pubblicati stralci dell’articolo in questione, poi interpretati nei commenti in maniera del tutto strumentale da parte di alcuni dei commentatori, facendo passare lo stesso articolo quasi per un “attacco ai fan”, cosa assolutamente non vera.

Per quale motivo tanta ostilità?  Forse per invidia o risentimento visto che il pezzo era stato scritto da una “fan”, la cui testata era tra quelle accreditate al festival di Treviso? Tra i commenti siamo stati accusati di “scrivere bene” del festival perché “avevamo avuto il pass“. Ci viene quasi da ridere…

Pur non ritenendo di doverci giustificare per una cosa scontata, riteniamo dover fare delle precisazioni. Un giornalista fa questo di solito: partecipa agli aventi con l’accredito ad una testata e poi recensisce il tutto attraverso un articolo o un servizio giornalistico. Ogni giornalista poi, sceglie il “taglio” che intende dare all’articolo. Ma non siamo noi a dover raccontare come svolgiamo il nostro lavoro, riteniamo altresì che ognuno dovrebbe pensare a fare il proprio mestiere e non di certo accettiamo di prendere lezioni di giornalismo da chi evidentemente fa altro nella vita.

Siamo indignati di fronte a tanta meschinità e rispediamo al mittente ogni accusa sottolineando che, per di più, chi scriveva il post e commentava ha anche ammesso di non essere non stato presente nemmeno all’Home Festival, i cui organizzatori sono stati talaltro ingiustamente accusati  – in altra sede – di cose assolutamente infondate. Ma questa è una questione che riguarda l’organizzazione, non di certo noi, che essendo stati presenti insieme a molti altri colleghi, da VH1 alle testate locali, ci siamo limitati soltanto a fare il nostro lavoro.

Veniamo al nostro articolo sulla partecipazione dei Duran Duran ad Home Festival: è rivolto principalmente a chi “etichetta” la band quale “idoli per ragazzine” per via dell’ossessivo fanatismo di certi fan, che a volte si spinge ai limiti del paradosso, infatti era citato un episodio in cui alcuni seguaci della band avevano quasi sfondato la vetrata di un hotel a cinque stelle a Verona, episodio al quale la sottoscritta ha assistito personalmente nel 2008 insieme ad un altro gruppo ristretto di persone ed a Simon Le Bon, visibilmente preoccupato per la situazione. In quella occasione fu richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.

Non è l’unico episodio di fanatismo eccessivo, ai limiti dell’isteria alla quale la sottoscritta abbia assistito, purtroppo, in trent’anni di frequentazione di concerti ed eventi musicali in cui i Duran Duran erano presenti.

Il suddetto articolo è un invito, soprattutto rivolto alla stampa ed ai media, a non considerare i Duran Duran per il comportamento dei loro fan – come è sempre accaduto in Italia – ma a valutarli per la loro musica e la loro arte, dato il loro enorme contributo alla scena musicale mondiale in ormai 40 anni di carriera. Nessun giornalista, a nostra memoria, ha mai sottolineato questo aspetto e dispiace che siano state messe in atto delle strumentalizzazioni, nel post in questione, per lasciare intendere cose che non sono e far apparire l’articolo quale un “accusa ai fan” o che tanto meno sia stata distolta l’attenzione dalla musica. Non era assolutamente nelle nostre intenzioni e l’equivoco nasce da una errata o strumentale interpretazione dello stesso. 

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Foto: Marco Fadelli. Per gentile concessione dell’ufficio stampa di Home Festival

E’ stata anche posta un altra questione circa l’uso delle fotografie nell’articolo, infatti c’era uno scatto che ritraeva alcuni fan in corsa alla prima fila all’apertura dei cancelli (in foto). Questa fotografia, che pubblichiamo, è stata fornita come tutte le altre ufficiali, dall’ufficio stampa di Home Festival ed è stata pubblicata anche da altre testate. Quindi è stato svolto tutto nella massima regolarità. Curioso che invece, alcuni utilizzino il nome “Duran Duran” per un media, quando fonti dirette vicine alla band hanno riferito a noi personalmente che non è stata mai concessa alcuna autorizzazione all’utilizzo del nome ad alcun media. Un mistero che ci auguriamo sia svelato presto dai diretti interessati, proprietari dei diritti. Doveroso, da parte nostra, chiarire ciò che ha scritto una persona sotto quello stesso post pubblico, chiedendosi se avevamo avuto “l’autorizzazione” a pubblicare le “foto dei fan”.

Dispiace davvero doversi quasi giustificare di svolgere il proprio lavoro, soprattutto che ad ogni arrivo dei Duran Duran in Italia, debbano accadere sempre disagi e che noi di RioCarnival, seppur consapevoli di essere “in vista” avendo allegata alla testata una fanzine omonima prossima alla ricorrenza del trentennale, dobbiamo ogni volta subire attacchi mediatici gratuiti da parte di persone sui socials.

Però è doveroso ribadire che, da parte della sottoscritta, non c’è stata mai alcuna intenzione di accusare alcun fan, ne denigrarlo, è stato solo detto in maniera nuda e cruda quanto accade in Italia e specificato che questo ha condizionato la reputazione artistica della band nel nostro Paese. Soltanto questo. Se qualcuno ha qualcosa da controbattere sarebbe il caso che lo faccia senza strumentalizzazioni di sorta e, naturalmente, chiunque si senta di dover fare delle osservazioni o magari ritenga di essere coinvolto nel discorso garantiamo come sempre, “diritto di replica”.

Sarebbe però ormai ora, alla soglia dei cinquantanni, dimenticare il fanatismo, vivere una fase più matura e trattare i Duran Duran come esseri umani, visto l’età che avanza per tutti. O preferiamo che si stanchino di tutto questo, abbandonando le scene per dedicarsi ad altro? Molti fan, ad esempio, lo hanno già fatto rinunciando a seguire la band stanchi degli isterismi che soffocavano lo stesso desiderio di vederli suonare dal vivo.
L’emozione più grande.

Luana Salvatore

 

About Luana Salvatore

Giornalista pubblicista, Editore/Direttore di RioCarnival, ha fondato un movimento per la rivalutazione "sensoriale" della musica. Componente dell'Academy MEDIMEX (giuria per i premi delle produzioni musicali italiane, equivalente dei Brit Awards), ha collaborato con alcune testate musicali, tra cui l'edizione web di Rolling Stone.
Contatti: editor@riocarnivalmagazine.it - www.luanasalvatore.com

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